Inps: ecco come funzionano i nuovi Voucher

I nuovi voucher saranno di due tipi.

La circolare dell’Inps precisa anche gli importi: il “PrestO” utilizzabile dalle famiglie resta di dieci euro, con un netto che arriva al lavoratore di 8 euro, mentre con i precedenti voucher era di 7,5.

L’istituto spiega altresì che le due forme contrattuali “si differenziano essenzialmente in relazione ai datori di lavoro, alle modalità e ai tempi di comunicazione della prestazione, all’oggetto della prestazione, nonché al regime dei compensi e delle contribuzioni obbligatorie”.

Per il contratto di prestazione occasionale la paga minima è di 9 euro all’ora, ma si dovranno pagare minimo 36 euro, cioè il corrispettivo di quattro ore, anche se quelle lavorate sono di meno. Confermato anche il tetto massimo per l’uso dei voucher: un lavoratore non potrà guadagnare più di 5000 euro all’anno e dallo stesso committente non più di 2500. I valori menzionati si intendono netti, quindi senza contributi, premi e commissioni.

Il lavoratore dovrà confermare sulla piattaforma online di aver effettivamente svolto l’attività, in modo che il committente non possa annullarla in un momento successivo. L’utilizzatore può revocare la prestazione nei tre giorni seguenti a quello dell’attività prevista, nel caso in cui questa non sia svolta. Si tratta di misure prese per evitare gli abusi.

Sole 24 Ore: l’assemblea dei soci approva aumento di capitale da 50 milioni

«L’esborso può sembrare modesto ma noi come cda pensiamo sia adeguato». Lo ha affermato il presidente del Sole 24 Ore, Giorgio Fossa, rispondendo in assemblea degli azionisti a dei rilievi sollevati sull’entita’ della partecipazione di Confindustria (azionista al 67,5% del gruppo) all’aumento di capitale con 30 milioni di euro sui 50 milioni totali. «Non ritengo corretto dire che 30 milioni di euro siano una miseria, per nessuno», ha sottolineato Fossa, ricordando che tra aumento di capitale e vendita del 49% dell’asset Formazione «oggi siamo vicini a una disponibilità di 90 milioni di euro», somma che dovrebbe permettere «di fare investimenti». Sullo stesso tema, ha aggiunto l’amministratore delegato, Franco Moscetti: «Non credo che questo giornale non si svilupperà in futuro per mancanza di investimenti», ha dichiarato e tornando sul ruolo di Confindustria nell’aumento di capitale ha continuato dicendo che «non giudico se Confindustria ha messo poco o tanto, Confindustria ha messo quello che le è stato chiesto di fare». Infatti, ha spiegato Moscetti, «abbiamo lavorato con consulenti di primo livello e tutti coloro che hanno lavorato con noi hanno detto che 50 milioni di aumento di capitale più 20 milioni della vendita del 49% della Formazione – che ora sono 40 milioni – ci permettono di guardare al futuro con serenità e ottimismo».

Non ci sono ancora date precise per l’aumento di capitale ma sicuramente verrà concluso entro fine ottobre. Lo ha assicurato l’amministratore delegato del gruppo editoriale, Franco Moscetti, a margine dell’assemblea. «Entro il 15 novembre quando scadrà lo stand-still avremo i soldi in tasca, quindi l’aumento sarà concluso per fine ottobre – ha affermato Moscetti – I tempi sono quelli tecnici – ha precisato – ormai l’offerta vincolante per la Formazione l’abbiamo ricevuta, il consorzio di garanzia delle banche è stato formalizzato, la delibera del consiglio generale di Confindustria è già vecchia di qualche settimana».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

Inps: una guida in 7 passi in soccorso dei pensionati

La Guida è pubblicata sul sito Internet (menu “Inps comunica”) scaricabile in formato pdf, ma è stata resa disponibile anche per il personale degli URP e del Contact Center e per gli intermediari dell’Istituto – che rappresentano i principali canali di accesso ai servizi per gli utenti più fragili, non avvezzi all’utilizzo delle tecnologie informatiche – quale strumento di supporto consultabile e stampabile per informare ed orientare gli utenti.

LA GUIDA IN 7 PASSI

1) Hai già il PIN o lo SPID? – Puoi accedere ai servizi online Inps solo tramite codice fiscale e PIN rilasciato dall’INPS oppure con le credenziali SPID. Il primo passo, quindi, è procurarti le tue credenziali. Puoi richiedere il PIN tramite il portale Inps (www.inps.it) attraverso il percorso Menu Contatti>Assistenza>Come Ottenere e gestire il PIN. Puoi trovare informazioni su come ottenere le credenziali SPID accedendo al sito #. In alternativa, puoi ottenere assistenza presso le Sedi Inps.2) Puoi controllare l’importo della tua pensione e le voci che la compongono – Dal menu della pagina iniziale del portale INPS, seleziona Prestazioni e Servizi>Tutti i servizi per accedere, con codice fiscale e PIN o credenziali SPID, al servizio Cedolino pensione e servizi collegati, che ti permette di consultare i cedolini mensili della tua pensione e verificare l’importo lordo che percepisci e le voci che lo compongono. Nella presentazione pubblicata nel portale Inps sono disponibili ulteriori dettagli sulle funzionalità del servizio.

3) Come verificare se hai diritto a trattamenti integrativi della pensione – Dalla pagina iniziale del sito Inps, seleziona il profilo Pensionato, clicca ‘Per orientarsi’ e consulta la scheda ‘Le prestazioni’ collegate al reddito rivolte ai pensionati. Queste prestazioni (ad esempio integrazione al trattamento minimo, maggiorazioni sociali, quattordicesima) possono essere richieste a seconda dell’importo della pensione percepita e del reddito prodotto ogni anno.

4) Se benefici già di una prestazione collegata al reddito, ricordati di dichiarare all’Inps ogni anno i redditi rilevanti con il servizio online Dichiarazione reddituale – RED semplificato – Se percepisci prestazioni collegate al reddito, come ad esempio l’integrazione al minimo, la maggiorazione sociale, l’assegno sociale, la quattordicesima e la pensione di reversibilità, e rientri nei casi in cui sei tenuto per legge a rendere annualmente la dichiarazione reddituale, puoi farlo direttamente con il servizio ‘Dichiarazione reddituale – RED semplificato’. Se non fai la dichiarazione nei termini previsti, per evitare la sospensione e la successiva revoca della prestazione collegata al reddito devi presentare la domanda di Ricostituzione.

5) Come controllare se fruisci delle detrazioni fiscali e se hai diritto ai ‘Trattamenti di famiglia’ – Accedi al servizio online Detrazioni fiscali: domanda e gestione, per verificare tutte le detrazioni fiscali che hai già richiesto, modificare i dati già forniti o chiedere altre detrazioni d’imposta. Il familiare è fiscalmente a carico se il suo reddito annuo lordo non supera i 2.840,51 euro. L’importo della tua pensione può variare anche in relazione alle ritenute fiscali applicate alla tua pensione. Ulteriori dettagli sul servizio sono disponibili nelle schede ‘Dichiarazione di detrazione d’imposta per pensionati residenti in Italia’ e ‘Applicazione delle detrazioni fiscali per pensionati residenti all’estero’ pubblicate nel portale.

6) Verifica se hai diritto alla pensione supplementare o al supplemento di Pensione – Se sei titolare di pensione e hai contributi versati anche nella Gestione Separata o nell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) o se hai continuato a lavorare dopo la pensione versando i contributi, puoi avere diritto alla ‘Pensione supplementare’ o a un ‘Supplemento sulla pensione’ già percepita. Verifica nel sito se puoi presentare la domanda, selezionando la funzione ‘Prestazioni e Servizi’ dalla pagina iniziale e consultando le schede: ‘Pensione supplementare per contribuzione versata alla Gestione Separata’ – ‘Pensione supplementare per contribuzione versata all’AGO’ – ‘Supplemento di pensione per i pensionati che continuano a contribuire’.

7) Se sei residente all’estero, controlla se puoi richiedere l’applicazione delle convenzioni contro la doppia imposizione fiscale – Se sei un pensionato residente in Paesi con cui l’Italia ha stipulato convenzioni contro le doppie imposizioni fiscali e sei in possesso dei requisiti da esse previsti, puoi richiedere all’Inps l’applicazione alla pensione del regime fiscale da esse previsto inviando alla sede che gestisce la pensione il modulo ‘CI531 – EP-I/1 ingl’ (disponibile anche in francese, tedesco e spagnolo) in originale, completo dell’attestazione di residenza fiscale rilasciata dalla competente autorità fiscale estera. Per sapere con quali Paesi l’Italia ha stipulato queste convenzioni e conoscerne il contenuto puoi consultare la scheda: ‘Lavoratori migranti>Approfondimenti>Normativa fiscale residenti all’estero’.

Prelievo forzoso. Nel silenzio dei media, l’Austria inaugura la direttiva europea del bail-in

A seguito di una decisione delle autorità finanziarie del paese, l’Austria è diventata il primo paese della Zona euro a ricorrere alla direttiva europea BRRD sul restauro delle banche e la risoluzione del loro fallimento.

Dallo scorso 1. gennaio, il salvataggio delle banche con i soldi dei contribuenti (bail-out) è – in teoria – abolito. Viene sostituito dal “bail-in”, ossia il mettere a contribuzione dapprima gli azionisti, in seguito i detentori di obbligazioni e infine i detentori di depositi superiori a 100.000 euro, su conti aperti presso la banca in situazione di fallimento.

La Heta Asset Resolution AG è confrontata a un deficit di 7,5 miliardi di euro, che i suoi creditori vogliono recuperare attraverso un contenzioso. Uno dei creditori è la banca franco-belga Dexia, esposta per 395 milioni di euro.

Nel 2013, le sue perdite erano di 2,7 miliardi di euro, malgrado i 3,6 miliardi ricevuti dallo Stato austriaco. Il governo intendeva risolvere il problema, ma la banca non trovava acquirenti. Inoltre beneficiava di una garanzia di 12 miliardi di euro accordata dal Land della Carinzia. In caso di bancarotta, avrebbe potuto causare il fallimento dell’intera regione.

L’istanza di regolamentazione bancaria ha annullato il 54 % dei debiti scaduti di Heta Asset Resolution AG e rinviato il pagamento del rimanente 46 % al 31 dicembre 2023. Tutti i pagamenti degli interessi sono stati annullati con effetto retroattivo al 1. marzo 2015.

Ciò che sorprende, è la debole copertura mediatica di questi eventi e dell’applicazione delle nuove regole bancarie di bail-in, regole che costituiscono un rischio maggiore per i depositi degli investitori, dei risparmiatori e delle aziende.

Il bail-in austriaco è inedito, ma non dovrebbe rimanere un caso isolato, in un contesto di settore bancario europeo vulnerabile, per l’esposizione massiccia ai prodotti derivati e per i problemi di liquidità.

Debutta la rassegna degli Antichi Organi

Prende il via sabato 8 luglio alle ore 21 nella Chiesa della Madonnina sull’Organo Somigliana (sec. XVII), la 37° edizione di “Antichi Organi – Patrimonio d’Europa”, patrocinata dalla Provincia di Varese con un totale di quindici tappe.

A Maccagno con Pino e Veddasca, dopo la serata inaugurale, gli altri appuntamenti sono previsti il 29 luglio a San Martino in Campagnano, il 5 agosto nella Chiesa di S. Quirico di Pino e il 17 agosto nella Parrocchiale dei Santi Gervaso e Protaso di Graglio.

Sabato 8 il pubblico potrà assistere a un Concerto d’organo (con Luca Dellacasa) e violino (con Elisa Bestetti). L’ingresso è libero.

«Siamo orgogliosi – dice il Sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca Fabio Passera – di aver contribuito a mantenere in vita una rassegna che tanto ha fatto negli anni per la cultura della nostra provincia. Dare continuità a ben quattro concerti è stato uno sforzo notevole, ma siamo certi che la salvaguardia del patrimonio storico e culturali delle nostre realtà passi necessariamente attraverso l’impegno in prima persona degli Enti pubblici. Ma non basta».

«Emblematico il caso dello strumento della Chiesa della Madonnina, che necessita assolutamente di un in intervento di manutenzione. L’allora Comune di Maccagno nel 2013 restaurò l’Organo di S. Martino a Campagnano, sobbarcandosi un onere non più sostenibile. Auspichiamo l’intervento di uno sponsor privato per supportare concretamente il nostro impegno in questo campo”.

Il presidente dell'Inps: "Senza immigrati distruggeremmo il sistema previdenziale"

In queste ore sta facendo molto discutere un discorso fatto da presidente dell’Inps Tito Boeri alla Camera durante la presentazione del rapporto annuale stilato dall’istituto.

Si tratta di un ragionamento molto articolato che il presidente ha fatto durante la sua lunga relazione. Mentre illustrava i risultati dell’Istituto, le criticità del sistema previdenziale e tutte le caratteristiche emerse dai dati in possesso dell’ente, Boeri ha affrontato un tema politicamente molto caldo con numeri e ragionamenti tecnici definito da un frase molto semplice: “non possiamo permetterci di chiudere le frontiere”.

Boeri ha usato parole molto dirette e, tra le altre cose, ha detto: “una classe dirigente all’altezza deve avere il coraggio di dire la verità agli italiani: abbiamo bisogno degli immigrati per tenere in piedi il nostro sistema di protezione sociale”.

Per avere un sistema di protezione sociale in grado di difendere i più deboli (…) non abbiamo bisogno di chiudere le frontiere. Al contrario, è proprio chiudendo le frontiere che rischiamo di distruggere il nostro sistema di protezione sociale. Siamo consapevoli del fatto che l’integrazione degli immigrati che arrivano da noi è un processo che richiede del tempo e comporta dei costi e che il problema dell’integrazione dei rifugiati è per molti aspetti ancora più complesso.

È anche vero che ci sono delle differenze socio-culturali che devono essere affrontate e che l’immigrazione, quando mal gestita, può portare a competizione con persone a basso reddito nell’accesso a servizi sociali, piuttosto che nel mercato del lavoro. Ma una classe dirigente all’altezza deve avere il coraggio di dire la verità agli italiani: abbiamo bisogno degli immigrati per tenere in piedi il nostro sistema di protezione sociale.

Oggi gli immigrati offrono un contributo molto importante al finanziamento del nostro sistema di protezione sociale e questa loro funzione è destinata a crescere nei prossimi decenni man mano che le generazioni di lavoratori autoctoni che entrano nel mercato del lavoro diventeranno più piccole. Nella Parte terza del Rapporto documentiamo come gli immigrati che arrivano da noi siano sempre più giovani: la quota degli under 25 che cominciano a contribuire all’Inps è passata dal 27,5% del 1996 al 35% del 2015. In termini assoluti si tratta di 150.000 contribuenti in più ogni anno.

Questi numeri compensano il calo delle nascite nel nostro Paese, la minaccia più grave alla sostenibilità del nostro sistema pensionistico, che è attrezzato per reggere ad un aumento della longevità, ma che sarebbe messo in seria difficoltà da ulteriori riduzioni delle coorti in ingresso nei registri dei contribuenti rispetto agli scenari demografici di lungo periodo.

Per offrire qualche ordine di grandezza su quanto ci costerebbe la chiusura delle nostre frontiere ai cittadini extra-comunitari, abbiamo voluto simulare l’evoluzione da qui al 2040 della spesa sociale e delle entrate contributive nel caso in cui da qui in poi i flussi in entrata di contribuenti extra-comunitari dovessero azzerarsi.

Nel triennio precedente alla crisi circa 150.000 lavoratori immigrati cominciavano a versare contributi ogni anno mentre il 5% dello stock di lavoratori immigrati (circa 100.000 persone) uscivano dal nostro mercato del lavoro. Nella nostra simulazione la popolazione dei contribuenti immigrati si riduce mediamente ogni anno di circa 80.000 persone nei prossimi 22 anni. In linea con i dati raccolti nella Parte terza sulle carriere lavorative degli immigrati, abbiamo ipotizzato una retribuzione annua di ingresso di 2.700 euro, molto inferiore a quella dei lavoratori italiani (gli immigrati fanno i lavori che gli italiani non vogliono più svolgere), poi crescente fino a un massimo di 9.500 euro al termine della carriera. Abbiamo guardato tanto al gettito contributivo che alle spese associate a prestazioni destinate agli immigrati (pensioni, prestazioni a sostegno del reddito, assegni al nucleo famigliare, invalidità civile).

I risultati della nostra simulazione a prezzi costanti possono essere riassunti in tre cifre: nei prossimi 22 anni avremmo 73 miliardi in meno di entrate contributive e 35 miliardi in meno di prestazioni sociali destinate a immigrati, con un saldo netto negativo di 38 miliardi per le casse dell’Inps. Insomma una manovrina in più da fare ogni anno per tenere i conti sotto controllo.

Certo molti degli immigrati che cominciano a lavorare oggi nel nostro paese matureranno il diritto alla pensione più in là nel tempo, in numero consistente dal 2060 in poi, quindi oltre l’orizzonte preso in considerazione dalle nostre simulazioni. Bisogna tuttavia tenere conto del fatto che molti immigrati lasciano il nostro paese prima di maturare i requisiti contributivi minimi e, anche quando ne avevano diritto, in passato spesso non hanno richiesto il pagamento della pensione, di fatto regalandoci i loro contributi (nostre stime prudenziali sono di un regalo che vale, ad oggi, circa un punto di Pil). Mentre l’85% delle pensioni in pagamento per i nativi è basato sul sistema retributivo, solo lo 0,3% degli immigrati è destinato a ricevere pensioni basate su regole così generose. Infine, i nostri dati ci dicono che gli immigrati oggi in Italia hanno una speranza di vita più breve di quella utilizzata per definire ammontare e durata delle pensioni e questo significa che, anche nell’ambito del metodo contributivo, pagano molto di più di quanto ricevano tenendo conto di versamenti e prestazioni durante l’intero arco della vita.

Abbiamo perciò bisogno degli immigrati e, soprattutto, di contribuenti immigrati. La Parte terza del Rapporto contiene importanti suggerimenti su come ulteriormente rafforzare il contributo degli immigrati al finanziamento del nostro stato sociale. Impedire loro di avere un permesso di soggiorno quando sono in Italia è la strada sbagliata perché li costringe al lavoro nero e li spinge nelle mani della criminalità. Al contrario, le regolarizzazioni sono state il più potente strumento di emersione del lavoro nero sin qui attivato nel nostro paese e hanno avuto un effetto duraturo sul comportamento lavorativo degli immigrati: quattro lavoratori regolarizzati su cinque erano contribuenti attivi del nostro sistema di protezione sociale anche 5 anni dopo la loro regolarizzazione.

"Cuore, tempra e cervello". Così i dipendenti ricordano Luciano Tamini

Anche Luciano Turri è andato al funerale del patron Luciano Tamini, nonostante non lavori più in azienda da diversi mesi. Come tutti i dipendenti dell’azienda che produce grandi trasformatori elettrici non ha voluto mancare all’ultimo saluto di un uomo che ha lasciato il segno in ognuno dei suoi collaboratori oltre ad un assegno che va dai 10 mila ai 15 mila euro.

Turri è stato project manager dell’azienda che ha una sede anche a Legnano sul viale Cadorna: «L’ho conosciuto nel 2005 e ho cominciato a collaborare con lui – racconta – mi occupavo di mantenere i rapporti tra l’azienda e il cliente, seguendo l’ordine dall’inizio alla fine. Veniva in fabbrica tutte le settimane e, a differenza di altre aziende, quando c’era lui gli operai si avvicinavano e scambiavano delle battute con lui».

Turri racconta della sua capacità di capire in pochissimo tempo dove sarebbe andato il mercato, anticipando le mosse: «Era un vero appassionato di tutto ciò che era innovazione tecnologica, non faceva calcoli da +1 o -1, se aveva in testa un progetto voleva vederlo realizzato nel migliore dei modi con la convinzione che la qualità di ciò che veniva realizzato era la chiave per stare sul mercato».

Quello che racconta l’ex-quadro della Tamini è il profilo di un imprenditore sui generis, un po’ come Caprotti lo è stato per Esselunga, che persegue con tenacia la sua idea di azienda nella quale «il benessere dei lavoratori è fondamentale per ottenere prodotti di qualità e una maggiore produttività – racconta Turri – non a caso nel testamento ha lasciato 15 mila euro ad ogni operaio e 10 mila ad ogni impiegato, come a sottolineare che il successo della sua azienda è prima di tutto nelle mani degli operai».

tamini legnano
Il gigantesco macchinario è diretto in Repubblica Ceca e serve a spingere la corrente elettrica ad altissimi voltaggi e a lunghe distanze cercando di disperderne il meno possibile. Un’eccellenza del territorio

Turri ricorda quando a Melegnano affrontò da solo un’ottantina di lavoratori in sciopero: «Erà già anziano e mise la sua faccia davanti a questi lavoratori arrabbiati senza timore – racconta – diede la sua parola che avrebbe risolto il problema se loro avessero sospeso la manifestazione. Lo ascoltarono perchè avevano fiducia in lui». Tamini era fatto così: «Cuore, tempra e cervello. Tre caratteristiche che hanno fatto della Tamini un esempio nazionale – spiega l’ex-dipendente – mai chiesta un’ora di cassa integrazione anche in tempi di vacche magre. Se c’era un problema si faceva venire un’idea per ripartire e rilanciare».

Solo l’anno scorso diede alle stampe un libro  dal titolo “Il cammino del vecchio leone” (nella foto la copertina con una foto di Luciano e del padre Carlo) che ripercorre la sua carriera imprenditoriale dagli anni ’50 ad oggi: «Ricordo – conclude Turri – che venne presentato a Palazzo dei Giureconsulti di Milano e a presentarlo fu il segretario della Fiom Maurizio Landini, questo per farvi capire che rapporto aveva con i sindacati»

Ternate e Varano Borghi guardano alla fusione tra i due comuni entro il 2019

Ternate e Varano Borghi diventeranno un unico comune? Questo l’obiettivo della road map sottoscritta in un protocollo dai due enti lo scorso 27 giugno.

I sindaci Enzo Grieco e Rosario Calcagno hanno firmato l’intesa finalizzata agli atti propedeutici alla fusione tra i due enti locali, un’intesa che è stata presa d’atto e condivisa nel Consiglio Comunale di Ternate, nella seduta del 30 giugno e che sarà portato nel prossimo Consiglio Comunale di Varano Borghi.

A Ternate, in Consiglio, il documento è già stato approvato con il voto di tutti Consiglieri Comunali di maggioranza (Grieco Enzo, Sella Vittorino, Visinoni Luigi, Dandolfi Massimo, Coco Vladimiro, Lardo Egidio, Baldracchi Arianna, Villa Alessandro) e di un Consigliere di minoranza (Vasconi Franco). Si è astenuto il Consigliere di minoranza Mormone Salvatore. (Assente giustificato il consigliere di minoranza Legnani Roberto).

I due Sindaci si occuperanno di guidare il processo prima di studio, poi di eventuale attuazione coordinando le azioni di comunicazione e sensibilizzare di cittadini e comunità locali.

La redazione dello studio definirà un progetto dettagliato, in grado di mettere in evidenza gli aspetti della fusione. La prima fase, che dovrà concludersi entro 5 mesi dalla sottoscrizione del protocollo, si approfondiranno gli aspetti tecnici sino alla definizione di un documento che definisca la fattibilità della fusione e delineando quindi il percorso da attivare.

Le due amministrazioni, esaminata tale relazione e valutati i ritorni di cittadini, associazioni e portatori di interesse coinvolti decideranno, entro il 31/12/2017, se attivare la procedura amministrativa finalizzata alla fusione e disciplinata dalla L.R. 29/2006.

Con la sottoscrizione di questo documento le Amministrazione di Ternate e Varano Borghi, si impegnano a predisporre uno studio per approfondire la possibilità di giungere alla fusione tra gli enti con istituzione del nuovo comune nel più breve tempo possibile, comunque entro il 2019.

Mai chiedere scusa : e’ la strategia di Donald Trump

La campagna del candidato repubblicano alle presidenziali americane è nella tempesta. Attori, presidenti, ex presidenti, musulmani, veterani, imprenditori … tutti sono uniti contro di lui, persino molte personalità del suo partito. Le sue ultime dichiarazioni hanno danneggiato la sua immagine e il ritardo nei confronti della rivale Hillary Clinton è di 4.5 punti percentuali.

Anche il capofila repubblicano alla Camera dei Rappresentanti e il presidente del partito repubblicano si sono detti costernati : quando il loro candidato apre la bocca, sistematicamente fa danni. Critiche che però non sembrano preoccupare Donald Trump, il quale ignora – o finge di ignorare – quanto sia critica la situazione.

« Voglio dirvi che questa campagna presidenziale sta andando veramente bene – ha assicurato Trump durante un comizio in Florida – Abbiamo lanciato la campagna il 16 giugno e da allora i repubblicani si sono uniti sempre di più. Tutto sta andando incredibilmente bene. Siamo in vantaggio in Florida, avete visto i sondaggi. »

A livello nazionale, i recenti sondaggi danno Trump in ritardo di 4.5 punti percentuali. Per recuperare, il miliardario ha una strategia : mai chiedere scusa, mai giustificarsi, essere sempre all’attacco :

Guardate cosa succede. siamo un paese del Terzo Mondo. Guardate cosa succede con la polizia. Guardate Orlando, San Bernardino, guardate il World Trade Center, guardate cosa succede nel mondo. Abbiamo lasciato agire lo Stato islamico. E’ colpa di Hillary Clinton. Dovrebbero darle un premio, è lei che ha creato lo Stato islamico.

Un atteggiamento che fa dire a diversi analisti che la partita è ancora molto aperta. Le elezioni di novembre sono ancora lontane e Trump potrebbe sorprendere tutti.

Risorse terminate. Quest’anno l’ Earth overshoot day cade oggi, 8 agosto 2016

Lunedì 8 agosto 2016 l’umanità ha consumato la totalità delle risorse che la Terra può rinnovare in un anno, secondo la ONG Global Footprint e il WWF.

Nel 2015, il giorno del sorpasso era caduto il 13 agosto. La data avanza inesorabilmente dagli anni 1970. Quell’anno era il 23 dicembre. Nel 1980 era il 3 novembre. Nel 1990 era il 13 ottobre. Nel 2000 era il 4 ottobre. Nel 2005 era il 3 settembre. Nel 2010 era il 28 agosto. Negli ultimi anni vi è stata una preoccupante accelerazione e per coprire i consumi a livello globale, vi sarebbe bisogno dell’equivalente di 1.6 pianeti Terra.

Il costo di questo consumo eccessivo è ben visibile : penuria di acqua, erosione del suolo, crollo della produzione agricola e delle riserve di pesci, deforestazione, scomparsa di talune specie animali. Vivere a credito può essere solo provvisorio, perchè la natura non è un giacimento dal quale si può attingere all’infinito.

Le emissioni di CO2, il principale gas a effetto serra, sono il più importante fattore di sorpasso. Rappresentano il 60 % della nostra impronta ecologica globale e nel 2015 hanno raggiunto livelli record. La comunità internazionale si è impegnata, durante la Conferenza di Parigi sul clima lo scorso dicembre, a ridurle, per controllare il riscaldamento climatico.