Regno Unito, via libera all’editing genetico su embrioni umani

Un gruppo di biologi inglesi ha ricevuto dalla Human Fertilisation and Embryology Authority (HFEA) – l'ente del Ministero della salute britannico che regolamenta le ricerche su embrioni, cellule uovo, spermatozoi e fertilità – l'autorizzazione a effettuare esperimenti di editing genetico su embrioni umani.

 

La prima volta in occidente. Il team, guidato da Kathy Niakan, del Francis Crick Institute di Londra, sarà il primo gruppo di ricerca al di fuori della Cina a tentare la promettente ma controversa tecnica CRISPR/Cas9 sull'uomo. Scopo del progetto è capire, con la disattivazione mirata di specifici frammenti di DNA, quali geni governano le prime fasi di sviluppo cellulare dell'embrione, e risalire così alle cause dei numerosi aborti spontanei che si verificano nelle primissime fasi di una gravidanza.

Solo 14 giorni. La ricerca si svolgerà su embrioni donati da coppie che hanno effettuato trattamenti di fecondazione in vitro, che saranno studiati nei primi sette giorni di sviluppo, nel passaggio dalla singola cellula uovo fecondata a 250 cellule. Gli embrioni saranno disponibili per soli 14 giorni e a solo scopo di ricerca, e non sarà consentito impiantarli in nessuna paziente.

 

Tentativi mirati. Niakan e colleghi potranno utilizzare la CRISPR/Cas9 – una tecnica, già sperimentata sugli animali, che consente di intervenire con precisione molecolare su specifiche parti del DNA – per attivare e disattivare singoli geni in embrioni di un giorno di vita, e vedere, dopo sette giorni, gli effetti dell'intervento.

 

 

 

Che cosa va storto? Durante la prima settimana di sviluppo dell'embrione le cellule cominciano a differenziarsi. Alcune formeranno la placenta e il sacco vitellino, altre il feto. I biologi pensano di aver identificato i geni che presiedono a questa forma di organizzazione, le disfunzioni dei quali potrebbero essere all'origine degli aborti spontanei che possono verificarsi poco dopo l'impianto. L'unico modo per essere sicuri delle loro funzioni è provare a disattivarli: la tecnica servirà a verificare il ruolo di tre o quattro geni, in particolare del gene OCT4.

 

Le reazioni. Gran parte dei medici britannici che si occupano di infertilità ha accolto con favore la notizia, in ragione dell'importanza del progetto e delle ripercussioni che i dati potrebbero avere nella cura delle interruzioni spontanee di gravidanza.

 

 

 

Implicazioni etiche. Altri criticano la decisione, perché ritengono che l'esperimento di Niakan sia un primo passo verso embrioni su misura, o persino apripista di esperimenti di eugenetica, con modificazioni del DNA che avrebbero conseguenze impredicibili qualora dovessero sconfinare di laboratori.

Parte della comunità scientifica teme invece che il dibattito suscitato su questo progetto possa ritardare altri usi, meno controversi, della stessa tecnica, per esempio nei trattamenti per condizioni come la distrofia muscolare o l'anemia falciforme.

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