Oracle OpenWorld 2015: tra passato e futuro

Oracle Open World

 

Con una serie di annunci riguardanti il cloud computing, figure d’alto profilo dell’entourage Oracle hanno animato il terzo giorno dell’Oracle OpenWorld 2015 (25-29 ottobre), rassegna annuale organizzata dall’omonima azienda in quel di San Francisco – location abituale per gli inquilini della vicina Silicon Valley.

Al President for Products Thomas Curian è spettato il compito di presentare i prossimi servizi in arrivo sulla piattaforma cloud della compagnia: migrazione dei database, container, elastic compute, docker, cloud storage. “Vi suona familiare?” osserva criticamente un giornalista del noto portale Fortune che, senza troppi giri di parole, sottolinea come tali servizi siano presenti già da diverso tempo nel portfolio di competitor come Microsoft ed AWS – l’ennesimo recordo della divisione Amazon ha reso ancora più evidente il divario tra inseguitori come Oracle, forse incapaci di innovare rapidamente il proprio business come si diceva l’altro giorno, ed i vertici della classifica.

Se quindi da una parte il “presente” della piattaforma Oracle ricorda il “passato” di altri pionieri del cloud, dall’altra il CEO Mark Hurd, per la felicità degli analisti del settore, ha rivolto lo sguardo al futuro del mercato cloud delineandone le principali caratteristiche nel 2025, ecco quali:

Oracle spera ovviamente di essere uno dei due provider SaaS citati. Sul breve termine gli obiettivi dichiarati sono sostanzialmente due: offrire dei prezzi di listino vicini o inferiori a quelli proposti da AWS e raggiungere tra gli 1-2 miliardi di dollari in prenotazioni di servizi SaaS e PaaS – traguardo che consentirebbe di effettuare il sorpasso del rivale Salesforce.

 

 

 

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